finale di stagione .
primo : la gente muore .
ti ci devi abituare . non al fatto che la gente muoia , ma al tuo distacco nei confronti dell'evento . è questo a preoccuparmi ancora , la mancanza di partecipazione : non vedi un cliente per mesi e ci pensi solo quando ricapita al bar . non lo vedi per qualche altro tempo , è morto , lo scopri e ti rendi conto di non esserne colpito . l'assenza di una sensazione che invece dovrebbe essere lì ti infastidisce , ma manca all'appello qualunque forma di emozione ; c'è una persona in meno a prendere il caffè , altre la sostituiranno . non cambia nulla .
secondo : quella ragazza ha il pizzo .
faccio uno dei miei sogni stupidi . sono a qualche festa , ma la mia visuale comprende una porzione molto piccola di spazio , composta solo da una sorta di letto-divano (non un divano letto : è differente) sul quale siamo seduti io , mister ics e due ragazze . mister ics non è quello con la pelle viola e la tuba , ma un mio amico di cui da sveglio non saprò individuare l'identità ; ipotizzo bardomail o il nano . le due ragazze invece sono figuranti create appositamente per il sogno e vestono uguali : camicia bianca , maglioncino aperto nero , gonne scozzesi a pieghe ; materia onirica da mangofili privi di fantasia . stiamo portando avanti qualche brillante conversazione in inglese basata sul nulla , si potrebbe quasi respirare l'aria da intorto , quando faccio una qualche battuta sui nostri amici gay , alla quale le ragazze rispondono con un'ondata di indignazione . nel sogno realizzo improvvisamente che sono lesbiche e che sarebbero davvero carine , se una delle due non avesse il pizzetto . vengo preso da un'angoscia ridicola a pensare a quell'orrenda barbetta su un viso così delicato e tento di difendermi dai loro improperi , ma non ci riesco : quella ragazza ha il pizzo , continuo a dirmi , ed è una cosa insopportabile . lo ripeto ancora una volta , tanto per aggiungere una nuova espressione alla mia nuova collezione di imprecazioni : quella ragazza ha il pizzo . quasi peggio del depliant pubblicitario . il sogno finisce in un desiderio di morte . quella ragazza ha il pizzo .
terzo : non vali neanche come orco .
faccio il mio pomeriggio in ludoteca , dovrei accogliere solo bambini dai nove anni in su , ma ne arriva uno con fratello più piccolo al seguito e non ha senso non accettarlo . nel corso delle due ore arrivano svariati genitori con figli decisamente al di sotto dell'età minima e spiego loro che la giornata è dedicata ai più grandi ; nonostante gli sguardi perplessi al fuori-quota che ho in sala , tutti sembrano recepire il messaggio . poi arriva una madre con bambina a cui faccio per l'ennesima volta lo stesso discorso e qui succede qualcosa di inaspettato : la bambina mi fulmina con lo sguardo . colto in contropiede - e non essendo la sala piena - propongo loro di restare un po' , visto che c'è spazio , ma la bambina si attacca alla maniglia e comincia a dire che lei lì dentro non ci vuole stare e che vuole andare via e improvvisamente mi sento la versione miserabile dell'orco . più tardi tento di capire quale dinamica possa aver fatto scattare una reazione simile . non mi sono espresso bene ? si è sentita non accettata ? sono stato maleducato io ? era arrabbiata con sua madre e doveva farglielo pesare in qualche modo ? non lo so . non so mai un cazzo , io .
dice che era così solo che telefonava al quattrocentoquattro solo perché era l'unico modo per ricevere un sms . a volte immaginava che un operatore gli scrivesse personalmente quel messaggio dopo avergli usato la premura di controllare quanto credito gli rimanesse . sperava sempre che , prima o poi , chiamando il quattrocentoquattro qualcuno avrebbe risposto davvero , gli avrebbe comunicato quel che doveva e lui avrebbe potuto tentare di attaccar bottone , tanto per fare due chiacchiere .
stolto ! non sapeva che per questo genere di cose doveva fare il quattrocentoquattordici .
lasciava le unghie crescere sino a che non erano quasi incarnite : solo allora le tagliava con un vecchio paio di forbici arrugginite . diceva che si trattava una scommessa , ma non sapeva bene cosa ci fosse in palio . il suo migliore amico era un palo della luce che , quando non tirava vento , passava giornate intere invitando gli altri a farsi una vita , fingendo di non cogliere l'errore logico .
il resto del mondo era composto di sagome di cartone a cui dare il saluto in fretta e senza indugiare a cercare uno scambio di sguardi .
un giorno il suo palo della luce si spense , costringendolo ad attraversare la strada ; dall'altro lato , le sagome ingombravano il marciapiede . prese allora la sua scatola di cerini e pregò il suo santo praghese , ma li consumò tutti senza riuscire a darsi fuoco ; solo a quel punto si accorse di quanto sarebbe stato più semplice incendiare i cartoni e farne un falò in cui tuffarsi . l'immagine di se stesso coperto di cenere , immerso nel fumo davanti alle fiamme prima di immolarsi , lo colpì al punto da fargli credere di trovarsi realmente in quella scena ipotetica e lì rimase , immobile sul marciapiede come il resto delle sagome .
ed ecco un riassunto del film shining , offertovi dagli esimi hanuman e jizoo :
jack nicholson fa la tremenda cazzata di sposare un cesso ambulante da cui ha un figlio scemo . conscio della propria orribile vita familiare , coglie la prima ghiotta occasione che gli capita per farli fuori , ma ha sfiga .
e questo è vero .
[playlist : the cure - faith
tellaro - kamer te hur
dinosaur jr. - seemed like the thing to do
jennifer gentle - liquid coffee
alice in chains - am i inside
cat power - rockets]
grazie alle mie doti di acuto osservatore , mi accorgo oggi che da una settimana sto usando un balsamo per lavarmi i capelli . nota per il futuro : guardare meglio i prodotti negli scaffali dei supermercati . il berretto che uso al lavoro mi soffoca l'acconciatura in modo che , quando lo tolgo , sulla fronte mi viene fuori questo ciuffo con la riga di lato : mi guardo e mi sembro il fratello scemo degli eagles . seconda nota per il futuro : poiché l'anoressia mostra l'interessante vantaggio di rendere più elegante un taglio corto , urge smettere di mangiare . ora corro a vomitare .
x
a che pro esiste il tesserino del codice fiscale ? cosa dimostra ? a chi serve ? dopo anni a giacere in un cassetto , improvvisamente trova il suo momento di gloria , invocato da un notaio che me ne richiede fotocopia . dopo anni a custodire il tesserino , quel cassetto non esiste più , sostituita la cassettiera di cui faceva parte con più moderna mobilia in pregevoli colori pastello . ero convinto di aver diligente tradotto tutto il traducibile nei mobili nuovi , ma a quanto pare del latore ufficiale del mio codice fiscale non c'è più traccia . come potrò soddisfare i desideri del notaio - che corrispondono ad esigenze mie - che corrispondono a necessità d'altri - entro domani ? agenzia delle entrate , sarò presto al tuo cospetto privo di qualsivoglia fregola di elidere alcunché . già mi alleno e ne segue la prova :
è passata una automobile dallo altro lato della strada
dove è lo amico mio ?
allo arrembaggio !
eccetera .
x
ancora la favola del sii-te-stesso . vedete di piangere in fretta le vostre vecchie carcasse , siete figli dell'egotismo tanto quanto me .
insomma , sono le sei e mezza di venerdì pomeriggio e sto spolverando una mensola del bar ; è molto alta , posta sopra al frigo dei gelati: praticamente il centro nevralgico del locale , col clima attuale . sulla mensola qualcuno ha lasciato un depliant pubblicitario , come quelli dei supermercati - non so se è di una profumeria o qualcosa di simile - e lo butto .
poi si fa magicamente il mezzogiorno del sabato e arrivo al lavoro , stravolto dalla serata passata a felsina . no , nessun gozzoviglio folle , nessuna ubriacatura molesta , solo un ritardo mostruoso sul ritorno a casa e conseguente sonno di poche ore . arrivo alla mia postazione dietro al banco e vengo assalito dalle colleghe che mi chiedono se per caso ho buttato un libro , la sera precedente . un libro , un libretto , fossero più forbite forse mi chiederebbero anche di un libercolo , ma non di un depliant pubblicitario : resto basito e le informo che l'unica cosa che ho gettato è stata - indovinate un po' ? un depliant pubblicitario . aspettate , lo ripeto ancora , mi piace ripeterlo : un - depliant - pubblicitario .
scatta una scena di isteria collettiva tra colleghe , vana sibilla ed un immigrato la cui partecipazione non comprendo ; nessuno si prende la brigai di spiegarmi nulla , perché tutti sono troppo impegnati a rimproverarmi per la negligente linea di condotta . gettare un depliant pubblicitario che si può ottenere ovunque nel cestino ? orrore ! perché non ho chiesto prima se non fosse di qualcuno ? come ho pensato di non metterlo nella carta , che non viene buttata tutti i giorni ? cosa mi fa pensare di avere il diritto di prendermi la libertà di non consultare l'intero consesso umano per un caso simile ?
tento di rispondere a voi , visto che sul momento non ne ho avuto occasione : il depliant era lì da un po' , era un fottuto depliant pubblicitario , iniziava ad essere orario di cominciare a sgombrare le prime cose , era un fottuto depliant pubblicitario , su quella mensola la gente di solito appoggia le cose e ce le lascia per sempre , sono stato così distratto da non fare tutto il giro del bar per metterlo nella carta , era un fottuto depliant pubblicitario , e cosa ancora ? ah , sì : era un fottuto depliant pubblicitario . mi piace questa espressione . da oggi , anziché imprecare , bestemmiare dio o maledire il governo , urlerò ad alta voce : "DEPLIANT PUBBLICITARIO !" e mi sentirò felice . certo , se attraversando la strada mi accorgessi di un camion che sopravviene ed è in procinto di investirmi , forse non riuscirei a pronunciare questa mia esclamazione per intero : in questo caso un "porco questo" o "quello boia" sortirebbe maggiore effetto scenico . è anche vero che morire bestemmiando potrebbe procurarmi grossi problemi per ottenere il permesso di soggiorno in paradiso . e "permesso di soggiorno" è la chiave di tutta la faccenda .
scopro infatti - dopo quasi mezz'ora di insistenza - che il depliant pubblicitario era stato appoggiato sulla mensola dall'immigrato di cui sopra , il quale aveva riposto all'interno dello stesso il proprio permesso di soggiorno .
ora , lasciamo perdere il fatto che hai lasciato incustodito il tuo permesso di soggiorno in un bar perché dovevi fare un salto al conad per fare la spesa . lasciamo perdere il fatto che probabilmente non ti sei ricordato di andare a recuperarlo fino a dopo la chiusura del bar , perché altrimenti ti saresti fatto vivo poco dopo che lo avevo buttato . ma come cazzo ti viene in mente che io non mi sia accorto di cosa stavo buttando , se era messo IN MEZZO a della maledetta carta con le ultime offerte di bagni schiuma o profumi d&g o chissà che altro ? mi metto a spulciare il catalogo degli sconti per sincerarmi che non ci siano documenti segreti del kgb ? è così che sono stati ritrovati i documenti del mar morto ? "ehi , abbiamo trovato un vangelo scritto da pietro in persona , era in mezzo al foglio delle promozioni natalizie del lidl" .
e niente , l'aneddoto finisce qui . cioé , ho inavvertitamente buttato nel pattume un permesso di soggiorno , di cui è stata tranquillamente emessa copia dopo pochi giorni (ieri , credo) , ho pagato al nostro cliente la marca da bollo per il nuovo documento e amen . in tutta questa storia , ancora non capisco come possa aver fatto la figura del disadattato sociale (perché è un po' così che sono stato trattato da tutto il solidale gineceo con cui lavoro) in tale faccenda .
capisco molto di più la stessa sensazione di emarginato ottuso che si è diffusa in me questa sera . facciamo la prima serata di formazione più-o-meno-permanente dell'arciragazzi , essendo l'incontro iniziale le attività volgono al far gruppo , ad un certo punto si fa un gioco che prevede di indovinare delle canzoni .
non ne conosco una . già qualche sera fa ragionavo col nano sul fatto che già da tempo a questa parte io non ho idea di quali siano i singoli più gettonati , non ho idea di cosa passino le radio , mi scopro a non sapere cosa canticchia la gente . non tento di farne un vanto né di ispirare in nessuno un sentimento riassumibile nell'orrenda frase : "uau , come sei fuori dal comune !" . la ricerca a tutti i costi di una completa estraneità al resto del mondo non è cosa di cui pregiarsi .
a peggiorare la situazione , nel gioco non erano compresi singoli recenti . molte delle canzoni riuscivo a riconoscerle , ma dopo che tutti gli altri avevano già indovinato titolo e artista . finisce il gioco , io ancora non ho capito chi cazzo cantava "mambo n.5" e mi sento malissimo . è come quando qualcuno viene a ripararci qualcosa a casa e vorrei offrirgli il caffè , ma non so usare la moka . è buffo , al lavoro sforno caffè in continuazione .
in collaborazione con l'università di poggio piccolo , l'esimio professor jizoo vi insegnerà tutto lo scibile sulla letteratura americana con un riassunto di un singolo racconto di un solo autore . da esso sarete in grado di desumere tutto il resto .
ecco a voi "the raven" di edgar allan poe .
e insomma , c'è questo tizio che si ritrova un corvo - o una cornacchia , un pennuto nero e rompicazzo , una cosa così - in casa ; l'uccellaccio urla in continuazione "nevermore ! nevermore !" . se avete visto i simpons lo sapete già . l'uomo va al bagno e quello giù ad urlare "nevermore ! nevermore !" . il distinto signore si dimentica di mettere il sale nella pasta e quell'altro bercia "nevermore ! nevermore !" . il padrone di casa (che è sempre la stessa persona di prima , noi cambiamo un po' le parole per darvi l'idea di non essere ripetitivi) si schiaccia un dito col martello , bestemmiando forte , e la sventura piumata commenta "nevermore ! nevermore !" . alla fine il tizio si esaspera , prende la bestia alata e , sollevandola al cielo , esclama : "per il potere di nevermore !"" .
e diventa il pet .
di questo racconto esistono varie versioni : pare infatti che poe intendesse rifiutarsi di pubblicare la stesura poi divenuta definitiva , poiché terrorizzato egli stesso dal finale che aveva partorito . in una delle versioni , il corvo gracchia "neverwhere !" , ma la narrazione non andava da nessuna parte e l'editore lo scartò . in un'altra , la frase del pennuto era "faith no more !" , ma risultava troppo epica . si vocifera che esista addirittura una versione dal titolo "red raven" : l'autore avrebbe tentato di dare un tocco di colore all'opera , ma secondo fonti ben informate il commento dell'editore fu : "sì , e allora cambiamo il costume all'uomo ragno e vediamo se la gente abbocca" e lo cestinò .
l'uomo ragno ancora sbatte la testa contro il muro .
questa gente è veramente avanti .
come direbbe il doctor who ...
comunque sto cominciando a farmi un'idea del problema ; forse hanno solo paura di un crollo verticale delle vocazioni .