bignami dell'apocalisse .
in bilico tra la tentazione di rileggere soriano o dedicarmi ad altro , valuto le alternative : riprendere in mano tutti i romanzi di chandler e farmi una scorpacciata del marlowe originale ; cominciare ragazzi di vita di pasolini , che è il prossimo libro sulla lista ; saltare pasolini e passare a viaggio al termine della notte ; fare pulizie in casa ; perdere tempo . è evidente che in questo momento l'ultima opzione è quella a cui mi sto dedicando .
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i matmos sono dei nerd . solo un nerd costruisce una canzone sul suono di due dadi da dodici fatti rotolare su quattro dischi di non-so-cosa (ceramica ? vetro ?) , proiettando l'atto sullo schermo e cominciando e campionare il tutto in diretta , con le immagini che seguono il campionamento : i dadi tornano nelle mani che li hanno appena lanciati , le mani si muovono in movimenti compulsivi , ripetono i gesti a scatti , si sdoppiano .
me li immagino - i matmos , dico - che scendono dal palco , approntano un tavolo nel backstage e si mettono a giocare una sessione lisergica di d&d . piccola nota da nerd a cui piacciono i nerd : qualche anno fa le prime tracce di the civil war sono state la colonna sonora per un intero capitolo della mia campagna , alla faccia dei metallari che infestano lucca games .
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il parchetto dell'apocalisse . ravioli di feti . acqua calda dalla fontana . cavi di memoria in allacciamento . lasciate un messaggio dopo il bip .
ho finito triste , solitario y final e mi sento stupido . tento di chiedermi se un apparato di note potrebbe aiutare la mia necessità di analisi , o se non sia meglio ricominciare a leggere dalla prima pagina per scoprire se mi sono perso qualcosa , o se semplicemente la mia ipotesi è corretta : tutto ciò che avviene è necessariamente insensato , per via dell'involontaria identificazione di marlowe e soriano con laurel ed hardy man mano che si muovono senza successo alla ricerca di notizie sulla storia dei due comici . anche così , però , c'è come un senso di desolazione che non riesco a colmare , simile in qualche modo a meno di zero . non voglio assolutamente paragonare i due romanzi , non consideratemi tanto eretico ; ciononostante anche in questo caso arrivo all'ultima pagina e mi viene naturale l'istinto di ricominciare dall'inizio , come se non avessi trovato alla fine nessun approdo , nessuna certezza di aver assistito alla conclusione di una vicenda . del resto , che conclusione può esserci , quando è mancato del tutto lo sviluppo ? in questo trovo la somiglianza tra i due libri : non esiste davvero uno sviluppo , al massimo c'è lo stesso genere di situazione riproposto di volta in volta in modo più esagerato ; non so neppure se si possa parlare di climax .
curioso come questo sia esattamente l'intento con cui scrivevo da ragazzo , l'effetto che desideravo . ora che lo vivo da lettore , mi disturba - direi che mi spaventa , ma non voglio cadere nel melodrammatico . per fortuna da un po' di tempo a questa parte mi dedico solo ad un inutile blog . e non mi riferisco a quello in cui volevo postare i miei racconti .
trova l'errore (nuova edizione) .
nonostante tutto sto arrancando su triste , solitario y final . mi dispiace per soriano , ma il suo alter ego all'interno del romanzo mi sta profondamente sulle palle e mi mette continuamente nell'animo di lasciare chiuso il libro per non dargli corda . sia ben chiaro , finirò la lettura : per ogni ciccione ottuso c'è sempre un marlowe stanco a cui concedere cinque minuti per una sigaretta - anche se forse marlowe preferirebbe non essere obbligato a salire sul palco delle pagine , perché sa che ci ricaverà solo un sacco di botte ed un altro abito da buttare . tra lui , hulk e kenshiro non so chi spenda di più in rammendi di vestiti .
no , non sto per lanciarmi in una scontatissima gag sulla maglietta di kenshiro autoriparante . ringraziatemi e passate al prossimo capoverso .
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ecco il prossimo capoverso . non dice niente di niente ma si presenta bene : caratteri grigi su sfondo bianco , nessuna maiuscola a rovinare il socialismo reale delle lettere , segni di interpunzione staccati dalla parola che li precede per regalare un senso di dilatazione che obblighi il lettore a chiedersi per quale motivo l'autore odi tanto l'ortografia .
"perché odi tanto l'ortografia ?" .
sta zitto e continua a leggere . e poi chi cazzo sei ? come ti sei intromesso nel mio discorso ? appari così , senza farti annunciare , però vuoi essere notato , ti virgoletti apposta - ammettilo - altrimenti avrei potuto non notarti , e ti metti a fare domande nel mio spazio . e l'ho scritto proprio in corsivo : mio , mica tuo o di chissà chi . e d'accordo che non l'ho realmente scritto in corsivo , ho solo evidenziato la parola e cliccato su un inesistente bottone che trasforma da solo i caratteri , ma questo non cambia - così come non cambia il fatto che potremmo anche definire inesatta la parola inesistente , se volessimo concedere a quel bottone la proprietà di essere incarnarnato nei pixel che lo riproducono , i quali (i pixel , dico) hanno una loro fisicità , per quanto infinitesimale . ragionando in questo modo , qualunque impulso elettrico esiste . tutto è materia . persino le parole di un blog . evviva il socialismo reale delle lettere !
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"hai perso il filo , vero ?" .
no . e tu mi stai veramente sulle palle . sarai mica soriano ?
"esistono anche gli altri !"
o cazzo , me n'ero dimenticato .
eventi della settimana in città : una marea di suicidi , di cui uno attraverso impiccagione , un altro con iniezione di fialetta di potassio . accompagnato dai politici locali , luigi berlinguer appare alla festa dell'unità in una frazione rurale . tano svela le attività che lo hanno tenuto occupato negli ultimi giorni, quali partecipare ad una commissione presieduta dal ministro brambilla e scrivere personalmente un invito a berlusconi per un congresso . scemo io a non aver mai capito per quale motivo non gli piace parlare del suo lavoro .
ero antipatico .
ora sono una testa di cazzo .
durante la infanzia e fino alla preadolescenza , odeon tv appariva ai miei occhi come un'emittente meravigliosa : trasmetteva captain power , svariati cartoni animati con dinosauri per protagonisti ed un programma - il cui titolo doveva essere fiori di zucca o fuori di zucca - nel quale apparivano comici quali giobbe covatta e l'allora poco conosciuto francesco paolantoni . proprio questi due erano protagonisti , insieme ad un terzo di cui non ricordo più il nome , di uno sketch che all'epoca mi faceva impazzire . lo schema era semplice : si trattava di una tribuna politica in cui il terzo faceva il moderatore , mentre i primi due interpretavano esponenti di lega veneta e lega lombarda che si scannavano tra di loro dicendo in realtà le stesse cose - ovvero prendendosela a morte con i napoletani , in un surreale crescendo di soluzioni atroci per risolvere il presunto problema posto dall'esistenza di napoli e dei suoi abitanti . lo sketch si concludeva con finti titoli di coda che rimarcavano il fatto che ognuno dei partecipanti era in realtà partenopeo , ma si trattava di un'aggiunta inutile , perché gli attori , man mano che il pezzo avanzava , marcavano sempre di più il proprio accento .
lo slogan finale di paolantoni (o di covatta ? no , di paolantoni , sono quasi certo) era : "non siamo noi che siamo razzisti , sono LORO che sono napoletani !" . oggi viene fuori che berlusconi dice "noi non siamo xenofobi" e a me viene in mente quello slogan . chissà poi perché .
sicilia mia , sicilia in fiore .
(... e con questo tiolo penso di aver appena provocato un'infarto all'intera popolazione che vive tra il sillaro ed il rubicone)
chiedo a santa se conosce la filastrocca contenuta in maria dei tellaro . l'ascolta , non la riconosce - mi dice "se è tipica catanese , chi doveva insegnarmela ?" e non ho niente da ribattere . né Peppino né Santa erano di catania .
ascoltiamo la canzone . la riascoltiamo . santa non riesce a capire tutte le parole e la cosa la ingastrisce , per cui lascia che la traccia si ripeta ad libitum , lamentandosi dell'orchestrazione del brano che copre le parole , ricostruendo un pezzo di frase da quello che le sta attorno , cercando di dare un significato al finale , "era ammiscato , mi fracassai" , stabilendo che doveva essere per forza un riferimento al vino , perché "nonno Peppino diceva sempre che a mescolare vini diversi ci si stonava" . mentre mi preparo ad uscire , lei resta a spulciare siti sulle filastrocche , tra le tante conosciute e no ne trova una che le cantava Peppino , ma non quella della canzone . solo l'incombenza degli orari stretti per la cena la convince ad allontanarsi dal computer .
a cena (abbiamo deciso di concederci una pizza fuori casa , prima di seguire ognuno i propri differenti impegni per la serata) continuiamo a parlare di filastrocche e finalmente le pongo quelle domande che mi ronzano per la testa da un po' di tempo , quel piccolo patrimonio di storie sulla nostra famiglia che non conosco . persi in questi discorsi , dimentichiamo di ordinare l'acqua e ci ritroviamo solo con una caraffa di birra , che non va bene per due motivi : santa beve un bicchiere e si ubriaca ; conseguentemente , tutto il resto tocca a me e neppure io sono più abituato a bere . su queste premesse alcoliche , ricostruisco la nostra piccola epica di famiglia .
non si sa bene come Peppino e Santa si siano conosciuti ; è noto però che optarono per una fuga d'ordinanza (la fujitina , o come diavolo si scrive) . Peppino era di belpasso - anzi , di borrello - mentre Santa era di licodia (santa maria di licodia , non licodia eubea) ; la distanza tra i due paesi sembra minima , oggi , ma è ovvio che all'epoca costituiva un grosso ostacolo : ovviamente Peppino non aveva un mezzo , per cui ciccio condorelli gli offrì la sua bicicletta . ecco dunque Peppino che si inerpica per le strade malmesse dell'etna con la bicicletta prestata e va fino a licodia a prendere Santa , che nel frattempo ha preparato una borsa col proprio corredo nuziale , colta dal timore che la sua famiglia le neghi la dote . Peppino arriva , se la porta via , guardate questi due ragazzotti che corrono - ma più probabilmente arrancano - verso la felicità preconiugale , nella loro fuga improbabile , che trova il proprio apice in una buca , un qualunque punto particolarmente sconnesso del terreno , una trovata narrativa dell'universo che fa volare via il borsone di Santa , spalancandolo , con spargimento di corredo nuziale in giro per la selvaggia landa della sicilia orientale . dev'essere volata via parecchia fortuna , quel giorno di fine anni venti o inizio anni trenta (i riferimenti temporali latitano spesso , in certe mitologie) . ciononostante , come doveva andare andò : Peppino e Santa si sposarono .
gli eventi successivi non dicono molto , per un po' - a parte la nascita di Senzio , ovviamente . Peppino fa il muratore , credo , ma ha quest'ossessione di voler andare via dalla sicilia ; ad un certo punto , dopo la guerra , sembra trovare una grande occasione : un'osteria a milano . spende soldi , rileva l'attività , il tutto senza uscire dall'isola , e quando finalmente va a milano per vedere la sua magica promessa d'imprenditorialità a conduzione familiare , scopre di essere stato truffato come un allocco ; l'osteria non esiste . ha venduto tutto , i suoi terreni e quelli portati in dote da sua moglie , per farsi servire il proprio fegato su un piatto di peltro e neppure condito . scornato , torna a fare il muratore - e probabilmente è in questo periodo che la famiglia si trasferisce a catania , dove anche Senzio comincia a lavorare con lui ; sarà su un cantiere che noteranno una ragazza che ogni tanto va e viene da un palazzo signorile lì vicino .
la ragazza è nunziatina e non vive nel palazzo signorile : non c'è alcuna svolta fiabesca in questa storia e comincio a credere che sia questo il motivo per cui mi appassiona tanto ; ma per parlare di nunziatina , devo partire da Nunzia . Nunzia era di bronte . suo marito era tornato in pessime condizioni dalla guerra , per cui non riusciva a lavorare e aveva bisogno di cure mediche possibili solo a catania . un conoscente riuscì a trovare un lavoro a Nunzia nella portineria di questo condominio di gente abbiente in città , e lei di tanto in tanto faceva scendere i familiari da bronte per farsi aiutare , se si dovevano fare delle pulizie più accurate del solito ; tra questi c'era sua nunziatina . Senzio notò la ragazza , ma non riusciva a farsi avanti , perché pare fosse piuttosto timido , nonostante (non per vantarmi delle mie ascendenze) fosse veramente un bell'uomo . Peppino se ne accorse ed andò a parlare con Nunzia .
con un salto , passiamo al momento in cui Senzio e nunziatina fanno visita alle rispettive famiglie . per quanto spiantati , Peppino Santa e Senzio facevano la loro figura : tutte e tre alti , ben piantati , madre e figlio con occhi grigi da divi hollywoodiani . potevano non piacere ? e , inaspettatamente , anche la famiglia di Santa si innamorò di nunziatina al primo colpo . da questo nasce forse quel mio fraintendimento infantile , quando ero convinto che a santa maria di licodia ci fossero parenti di nunziatina . "ma come , non conosci le identità di zii e prozii che andavi a trovare da bambino ?" chiede il fantasmico lettore zelante , talmente impaziente di ricavarsi un ruolo anche oggi , da dimostrare di non essere così zelante , altrimenti avrebbe realizzato da tempo che no , non ho idea di questi dettagli e l'ho riferito più volte .
insomma , anche nunziatina e Senzio si sposano . nel frattempo Peppino si reinventa nei lavori più svariati , tra cui il venditore di verdure , fino al momento in cui prende un'osteria - una putìa , come la chiama santa - nella zona del porto di catania . stiamo arrivando alla fine degli anni cinquanta e mi chiedo come possa imprigionare tutto questo tempo in pochi e scarni paragrafi , ma del resto è la mitologia familaire di un tizio secco . e se guardate bene tra le nuvole sopra la civita , nel cielo del cinquantotto , potete vedere volare ancora qualche lenzuolo da corredo nuziale . è da queste parti (magari non proprio nella cività , ma poco fuori) che nasce santa ; è qui che Peppino canta la sua filastrocca dello sceccareddu ai bambini , e quando questa arriva al verso in cui la bestia raglia , lui lo intona e si mette a ridere e tutti lo guardano stupiti , perché Peppino non ride mai . Santa invece ride spesso , soprattutto quando legge a voce alta bertoldo , bertoldino e cacasenno ; lo legge agli altri , ma nessuno ci capisce niente , perché lei si diverte tanto di interrompersi continuamente per sghignazzare e non si riesce a seguire la storia .
è più o meno qui che si interrompe anche la storia di santa - beh , non proprio in questo punto , perché non segue un ordine preciso nel racconto , saltiamo avanti ed indietro per la cronologia a seconda di rimandi , domande , ispirazioni improvvise . conosco molte cose di quanto successo dopo , oguno di noi ha appuntamenti dopo cena , la birra è finita . santa è un po' brilla , guarda la caraffa , dice : "era ammiscato , mi fracassai" e ride .
chissà poi perché litighiamo qualche ora dopo , quando torno a casa , parlando di situazioni familiari altrui che non ci riguardano .
seconda traccia del nuovo album degli isis ; per ora è la solita manfrina . da ieri ascolto in continuazione inindipendence degli a minor forest , visto che finalmente è arrivato . finché non mi passa questa febbre , l'ultimo album dei mariposa dovrà attendere sulla scrivania (al primo ascolto , comunque , è molto bello) . poveri mariposa , last.fm li confonde con un gruppo omonimo - presumo spagnolo , per cui , se l'icona del disco è quella giusta , la foto della band ritrae questi tre giovanotti sbarbati che non riesco ad immaginare al magazzeno bis .
neanche io mi immagino al magazzeno bis , ed infatti non ho mai visto una sessione . peccato .
"ehi , jizoo , non dovresti essere al covo , in questo momento ?" chiede l'immancabile ed immaginario lettore zelante (e anche peo su messenger) .
no , non dovrei essere al covo . sarei dovuto essere al covo , se non me ne fosse passata la voglia . ma non è questo il punto a cui volevo arrivare . "e qual è ?" incalza il lettore zelante , dimostrando , fortunatamente , una correttezza nell'ortografia che sta diventando sempre più rara . dunque , qual è il punto ?
non ammetterò di non ricordarlo - tantomeno che esso non esiste - poiché fui già abbondantemente redarguito anni fa , ai primordi di quest'esperienza blogghettara ; iniziai un post denunciando un'improvvisa amnesia su ciò che intendevo comunicare . ricevetti un commento che suonava qualcosa come : "che due palle , tutti quanti avete un blog ma scrivete in continuazione di non sapere o non ricordare cosa volete dire" . la vergogna da parte mia fu tale da portarmi a formulare la solenne promessa che mai si sarebbe ripetuta una simile evenienza . perciò continuate a leggere queste parole che inanello con precisa cognizione di causa , trovandosi queste in essere per uno scopo ben preciso nelle mie intenzioni . proseguite , prego . non siate timidi . non smettete proprio ora che arriva il bello . siete pronti ?
loro hanno già un lieto fine per me .
c'era questo desiderio di inabissarsi , nella signorina , che la pervadeva ogniqualvolta si presentasse l'occasione di socializzare : mentre si presentava a qualcuno , per tutto il tempo in cui era costretta a condividere il proprio spazio con degli sconosciuti , sperava di sentire il suolo farsi liquido ed accoglierla in un'immersione solitaria .
nei locali si rifugiava al bancone del bar , dove le lunghe file le facevano dimenticare l'imbarazzo di non sapere cosa fare ; ordinare da bere era , per quanto misero e a breve termine , uno scopo concreto da raggiungere . sarebbe diventata in breve un'alcolizzata , se i baristi non avessero avuto la bizzarra abitudine di non considerarla una cliente , ma un addobbo del bancone . nutriva tanta sfiducia nelle proprie capacità di attirare la loro attenzione , che dopo aver miracolosamente ottenuto una consumazione , si guardava bene da tornare una seconda volta . provava pertanto a ballare . non era una bella ragazza , aveva un equilibrio precario e si muoveva a scatti , come un insetto . ogni volta che batteva un piede sul pavimento lo malediceva , chiedendosi perché quello non accettasse di cedere e lasciarla sprofondare . dopo mille tentativi , disperava in un lieto fine .
il lieto fine non arrivò .