mondosecco

tutto è tranquillo, è un'immagine piatta di te.

no , non è lui .

Utente: jizoo
yawn .

socialmente inutile :


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... o una formalità , non ricordo più bene

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la conta

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domenica, agosto 30, 2009

  penso al giappone , dove i democratici vanno al governo ed hanno in coalizione anche il partito comunista ; ragionateci bene : in giappone c'è un partito comunista e fa parte di un'alleanza di maggioranza . lo ripeto : in giappone , mica in qualche stato con una seria tradizione socialista alle spalle , tipo ...
  cazzo ,  di che nazionalità era andrea costa ?

postato da: jizoo alle ore 30/08/2009 21:48 | link | commenti (3)
categorie: il comunismo è molto morto
martedì, agosto 25, 2009

  è ufficiale : il nuovo album dei tellaro , jars , jams and you è finalmente disponibile in cd e si può ordinare sul sito della 2nd rec .

postato da: jizoo alle ore 25/08/2009 17:21 | link | commenti
categorie: a morte la musica, consigli per la vostra morte
giovedì, agosto 20, 2009

albert , fatti questa !

  non amo il gioco d'azzardo ; può apparire stupido da parte di una persona che deve - almeno indirettamente - parte del proprio stipendio alle entrate di sisal e lottomatica . sebbene io mi occupi solo del banco bar , molti dei nostri clienti sono giocatori regolari di lotto , superenalotto e gratta-e-vinci : questo aumenta anche le consumazioni , ovviamente . 
  resta il fatto che io non vado matto per le scommesse , mi danno tanta avversione che se dovessi per forza puntare soldi su una corsa di cavalli , sceglierei il ronzino più scalcagnato e claudicante , per essere certo di non avere possibilità di vittoria e non provare quel terribile senso di instabilità a cui vado soggetto quando mi trovo in una situazione incerta : mi è molto più facile gestire la sconfitta . mi viene sempre facile gestire la sconfitta , in qualunque ambito della mia vita . io sono un non giocatore . come non lancio i dadi io , nessuno mai - nemmeno dio .

postato da: jizoo alle ore 20/08/2009 15:16 | link | commenti
categorie: morte e simpatia, ansia da morte, topo morto
venerdì, agosto 14, 2009

  il quattordici agosto del 'novantanove i pornoise si esibirono alla festa dell'unità di castel san pietro per uno dei loro ultimi concerti ; all'epoca ovviamente non sapevamo che di lì a pochi mesi ci saremmo sciolti , ma guardando gli eventi col senno di poi l'atmosfera che si era creata andava già in quella direzione . la nostra cantante aveva espresso l'intenzione di lasciare il gruppo , ma ci aveva garantito che avrebbe partecipato a quella data ; non andò così e nelle settimane precedenti dovemmo reinventarci . eravamo quasi tutti ragazzi nervosi e poco transigenti (con noi stessi e col resto dell'universo mondo) e l'unico modo che trovammo per gestire la situazione fu di esasperare l'aggressività delle nostre esecuzioni : visto che non c'era una voce femminile ad attenuare il tono della nostra musica , tanto valeva estremizzarlo .
  ne uscì un'ora scarsa di violenza pura : partimmo con i pezzi più cupi (quelli in cui c'erano quasi esclusivamente le parti recitate di jackie) suonandoli senza soluzione di continuità ; probabilmente gli ascoltatori erano stremati già dopo quei venti minuti di musica in cui neppure i momenti in cui staccavamo i dostorsori sembravano dare un attimo di respiro . 
  c'era qualcosa di profondamente sbagliato in quello che stavamo facendo : più suonavamo , più montava la nostra tensione ; ad un certo punto avrei voluto alzare il volume dell'amplificatore al massimo e fare solo rumore . ad aiutarci c'era in effetti la balera . noi suonavamo in un palco (piuttosto grande , in realtà) pensato per le esibizioni dei gruppi di base ; dietro di noi c'era l'arena per i concerti seri , quelli delle orchestre di liscio che hanno il dominio sulle feste dell'unità . da quello spazio erano arrivate ingiunzioni di suonare con i volumi al minimo per non disturbare le polke e le mazurke , ma polke e mazurke avevano tutto il diritto di disturbare noi , tanto che non potevamo permetterci un calando come si deve senza che si sentisse un tempo di valzer alle nostre spalle .
  alla fine del concerto gli amici che erano venuti ad ascoltarci avevano delle facce terrorizzate ; all'epoca ci rimasi male , ma oggi provo un vago orgoglio , perché per la prima volta sembrava che alla gente fosse arrivato ciò che desideravamo esprimere in maniera diretta . è per questo che , riparlandone di recente con jackie , ci siamo chiesti perché non decidemmo di seguire quella strada e tentammo di quietare un po' la ferocia , nascondendoci dietro alla necessità di scrivere canzoni meno banali (posto che avevamo davvero pezzi molto ingenui in repertorio) . non posso rispondere per gli altri , ma per quel che mi riguarda credo di aver capito cosa stava succedendo : avevo paura di assecondare quella ferocia e mi serviva qualcosa che la arginasse ; dedicarsi  a canzoni più complesse , con tempi dispari e meno concessioni a schitarrate selvagge , nutriva un'esigenza differente con la quale potevo distrarmi dal desiderio di sbranare il creato a furia di violenze sonore .
  l'esperienza non durò ancora a lungo .

postato da: jizoo alle ore 14/08/2009 20:38 | link | commenti (3)
categorie: a morte la musica, morte e simpatia, ansia da morte
giovedì, agosto 13, 2009

  vivo di paure futili . è sempre stato così , sin dall'infanzia : nei miei sogni ricorrenti non c'erano mostri , ma qualunque cosa accadesse vedevo sfocato , come se il mio inconscio prevedesse la miopia che da lì a qualche anno mi avrebbe relegato ad un mondo dai contorni confusi . le mie ombre sotto al letto erano l'inesprimibile e la mancanza di punti di riferimento ; non è che non avessi paura di diavoli e vampiri , ero (e sono) fin troppo impressionabile , ma non avevano un grande ruolo nel mio immaginario , per cui normalmente neppure ci pensavo . i mostri danno forma alla paura di essere del tutto indifesi , esistono per essere sconfitti ed io non mi mettevo minimamente alla prova ; questo perché avevo uno scudo . la mia angoscia senza nome non era altro che il prezzo da pagare per un'apparente capacità di distacco che avevo da sveglio : nulla poteva toccarmi , io vivevo su un altro piano del quale avevo un perfetto controllo ed in questo piano , adamantino e contrapposto a quello notturno , non erano comprese le creature che normalmente terrorizzano gli altri , non esistevano e basta . ero persino capace di riderne , finché non mi trovavo da solo .
  la verità è che quei mostri non contemplati nell'universo narrativo in cui già raffiguravo la mia vita erano un aggancio al reale ; da sveglio mi impressionavano perché obbligavano i miei pensieri a rientrare nei binari di paure concrete : potevano inseguirmi , attaccarmi , farmi del male , uccidermi o trascinarmi all'inferno senza che io avessi un'arma efficace contro di loro . avevo bisogno di farli sfumare e quindi di entrare con più forza nel mio sistema personale . nel sonno difficilmente li incontravo - è successo , sia ben chiaro , ma davvero raramente - però c'era la nebbia ad aspettarmi . ed il giorno dopo aprivo gli occhi temendo che sarei rimasto così per sempre e non avrei più potuto riconoscere le persone , leggere o vedere la tv (ero comunque un bambino) . 
  dopo qualche anno sono iniziati i sogni in cui sbucciavo la mela al buio . la mela era generalmente verde e di un colore vividissimo contro lo sfondo nero in cui mi trovavo ; vedevo perfettamente .
  ma la buccia della mela non finiva mai .

x

  dato che ora ho bisogno di ridere , racconterò due dei miei incubi preferiti della mia preadolescenza . nel primo ero a casa di Santa (non di santa) e c'erano i DROGATI . bisogna scriverlo maiuscolato , per il solito effetto lynchano . i drogati erano la mia versione dei vampiri o degli zombie ; correvano velocissimi ed impugnavano le loro siringhe infette con le quali , se ti pungevano , ti infettavano e diventavi anche tu drogato . erano un intero esercito ed io scappavo per la casa con i miei familiari i quali venivano colpiti uno ad uno ed io mi rintanavo in bagno , chiudendo la porta a chiave , ma quelli tentavano di entrare dalla finestra e non importava che ci riuscissero , perché ormai mi avevano intrappolato lì dentro e non sarei mai uscito .
  il secondo sogno riguardava un'immaginaria gita scolastica in sicilia ; ero con le mie insegnanti delle medie in qualche sito archeologico e ci si vedeva normalmente nonostante fosse notte . ad un certo punto tra colonne sparse e cespugli rinsecchiti si sentiva un tremore , iniziava una forte scossa di terremoto e la terra si spaccava proprio di fianco a me : si apriva un crepaccio lungo e profondissimo sotto ai piedi di una mia professoressa e lei ci cadeva dentro , e la fenditura finiva in un fiume di lava liquida ; io mi abbassavo fulmineo per afferrare la mano della professoressa , ma non ci riuscivo per un soffio e lei cadeva giù . a me non succedeva nulla , ma il senso di impotenza per non essere riuscito a salvarla mi ha attanagliato per molto tempo . quell'anno improvvisamente ho cominciato ad impegnarmi in matematica .
  cosa non si fa per quietare i sensi di colpa ...

postato da: jizoo alle ore 13/08/2009 17:07 | link | commenti
categorie: la morte gioca a nascondino, ansia da morte, la morte e suo fratello
mercoledì, agosto 12, 2009

ho dimenticato le pallottole .

there's hope for everyone
especially those with a gun

(
tellaro - life goes on)

postato da: jizoo alle ore 12/08/2009 10:31 | link | commenti (2)
categorie: a morte la musica, morti brevi
lunedì, agosto 10, 2009

  immerso nella lettura di pullman , ieri mi sono trovato di fronte ad una citazione di inizio capito tratta da john ruskin ; la citazione inizia così : "lavoro senza gioia è ignobile" .
  oggi torno al lavoro ignobile . devo però constatare che questa ignobiltà è tutta mia , da me generata e perpetrata , avendo io accettato una situazione del genere ; sono colpevole , sono un perfetto prodotto del cattolicesimo nonostante l'educazione che ho ricevuto al di fuori di qualunque contesto religioso . e ho bisogno di vomitare .

postato da: jizoo alle ore 10/08/2009 10:24 | link | commenti
categorie: di che morte ci tocca morire, topo morto
sabato, agosto 08, 2009

bisogna sapere credere (dialoghi del buonsenso , edizione breve) .

il rasta : "e tu oggi non corri ?" .
il beat : "oggi riposo , corro domani" .
il rasta : "ma domani è domenica ! il signore non vuole" .
il beat : "cazzi suoi" .

postato da: jizoo alle ore 8/08/2009 18:49 | link | commenti
categorie: di che morte ci tocca morire
mercoledì, agosto 05, 2009

  troppi carcerati . troppe auto blu . troppi mancati carcerati sulle auto blu . eccetera .

  è sempre meglio fare sarcasmo spicciolo sull'attualità che affrontare la mia personale condizione .

postato da: jizoo alle ore 5/08/2009 22:51 | link | commenti (7)
categorie: la morte è un impegno concreto, morto di morte morta
martedì, agosto 04, 2009

e la fletcher ride .

  ieri dopo molto tempo mi è capitato di preparare il pranzo e , per un'abitudine che presumo abbiamo in tanti , ho acceso il televisore ; trasmettevano la signora in giallo . da bambino lo guardavo spesso con Senzio nella convinzione che a lui piacesse moltissimo e questo era quasi più importante del telefilm in sé : si trattava di un momento di condivisione - forse ridicolo nella forma , ma comunque prezioso . molti anni dopo avrei scoperto che a Senzio non interessava molto del telefilm e lo vedeva soprattutto perché pensava che io ne fossi un grande appassionato . la rivelazione all'inizio mi ha deluso , ma oggi dà alla vicenda un valore positivo : non avevamo capito niente l'uno dell'altro , ma almeno volevamo passare del tempo insieme .
  c'è qualcosa che mi ha sempre inquietato tantissimo nel personaggio di jessica fletcher . non mi riferisco al suo continuo coinvolgimento in casi di omicidio , perché già da bambino ero arrivato a capire che si trattava di un'esigenza narrativa e l'accettavo senza troppi problemi : in ogni puntata doveva pur morire qualcuno , altrimenti non sarebbe stato un giallo . a lasciarmi esterrefatto era il fatto che nell'ultima scena di ogni puntata accadeva qualcosa per cui irrimediabilmente la fletcher rideva : una battuta , una situazione buffa , qualcosa del genere . molto spesso era appena stato ammazzato qualcuno che aveva dei rapporti con lei , non necessariamente un amico stretto , magari qualcuno con cui aveva appena legato , in ogni caso non un perfetto sconosciuto . allo stesso modo anche l'assassino era sempre qualcuno e lei noto . "come può" mi chiedevo "riderci su dieci minuti dopo aver scoperto il colpevole , col cadavere ancora caldo ?" . mi sembrava un comportamento inaccettabilmente cinico . ieri ho avuto nuovamente questa sensazione . oggi ovviamente riesco a leggere un'altra esigenza narrativa dietro a questa scelta , ma non posso fare a meno di provare fastidio . jessica fletcher è il diavolo e howard cunningham e il suo profeta .

postato da: jizoo alle ore 4/08/2009 18:25 | link | commenti (1)
categorie: la morte gioca a nascondino, morte a caso
lunedì, agosto 03, 2009

  ed ora giusva fioravanti è in tutto e per tutto libero . la pena è estinta . non so neppure cosa dire .

postato da: jizoo alle ore 3/08/2009 15:25 | link | commenti (2)
categorie: suzuku e morte, la morte è un impegno concreto
domenica, agosto 02, 2009

  ... poi qualcuno tenterà di convincerci che è tutto un equivoco , che no , quello squarcio nella parete della stazione sta lì per qualche motivo artistico , "una di quelle installazioni , fanno un buco e dicono che è arte" , e magari ci diranno che nessuno è morto davvero , si trattava solo di una performance molto ben riuscita . oppure non ne avranno bisogno ; sì , è molto più probabile che sia così .

sabato, agosto 01, 2009

  lezione di vita no. 784 : il primo d'agosto non è il giorno più adatto per provare a pranzo il kebab del nuovo take away .

postato da: jizoo alle ore 1/08/2009 19:08 | link | commenti (5)
categorie: morti brevi