all'arciragazzi abbiamo un portachiavi del pd , un cuore di qualche materia spugnosa ; sembra già vecchio , i colori sono sbiaditi e mette addosso una discreta mestizia . lo guardo e ripenso ad un'e-mail speditami dal buon tay , nella quale si spiegano le buone ragioni per votare marino alle primarie . un paio di considerazioni mi si affacciano alla mente : marino è un candidato sconfitto in partenza ; il pd è un partito sconfitto in partenza . sarebbe un atto logico eleggere chi ha ricevuto meno voti per tenere fede a questa sorte cui è votata l'anima dei democratici .
ora però mi sono stancato di parlare di politica e voglio divertirmi un po' con un classico gioco della settimana enigmistica : "unisci i puntini" . è un casino , perché i puntini rappresentano i vari partiti più o meno comunisti e continuano a dividersi . per carità , qualcuno indirizzi quello spettro che si aggirava per l'europa verso la casa di benoit mandelbrot .
non è che il resto del mondo mi sia scivolato addosso , ma ogni tanto diventare impermeabili sembra la soluzione ideale alla sensazione di essere impotenti di fronte agli eventi sociali e politici . per questo , nonostante io continui ad avere le mie opinioni , fatico ad esprimerle nel soliloquio che è generalmente un post sul proprio blog ; ne parlo con chiunque abbia voglia di affrontare gli argomenti , ma solo di persona , non con un qualunque mezzo telematico - chat , e-mail , forum . l'immediatezza del dialogo mi permette di ragionare dinamicamente , di comporre un discorso che altrimenti (almeno in questo periodo) non saprei organizzare . anche le possibilità di dialogo stanno però diventando sempre più rare e qualitativamente scarse : a parte gli amici (perché fortunatamente ho amici a cui piace tenersi informati) , nessuna persona con cui ho a che fare sembra accorgersi di quello che gli accade attorno . un esempio ? da quando il caso è esploso , al lavoro non ho sentito un solo accenno agli scandali sessuali di berlusconi . sto dietro al bancone di un bar : capite cosa intendo ?
provo a spiegarmi meglio . questa mattina non ho acceso il computer , per cui non ho controllato i giornali online . ho passato il primo pomeriggio a scaldare pietanze surgelate e preparare caffè pensando solo ai sensazionali cazzi miei , finché non è arrivato un vecchio giornalista rai a rompermi i coglioni . mi ha apostrofato con una frase del cazzo , qualcosa del tipo : "e ora come la mettiamo ? lei cosa ne pensa di tutti questi morti , eh ? chi ha preso la decisione di mandarli in afghanistan , prodi o d'alema ?" . ed io non capivo neppure a cosa si riferisse ; la notizia dell'attentato a kabul non aveva ancora varcato le vetrate del locale . non si è attivato quel banale passaparola che scatta quasi automaticamente in occasioni del genere e che per la morte di mike bongiorno invece ha funzionato a meraviglia .
io non voglio credere che questo sia un cosiddetto spaccato del paese reale ; spero sempre che si tratti di un caso estremo , che i frequentatori del nostro bar appartengano ad un microclima poco diffuso ; sono bravo a raccontarmi balle , vero ?
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comunque , se desiderate seguire ancora i sensazionali cazzi miei , la donna senza nome ha un nome . ed anche un marito .
... e considerata la passione con cui seguite le soap opera proposte dal nostro canale , ecco le ultime evoluzioni del vostro jizoo bosatsu preferito : a voi un nuovo episodio de l'amore geriatrico !
non era quello che volevate leggere ? state diventando troppo pretenziosi . lasciatemi almeno dire che l'altro (quello di centouno anni) ha una sorella che ha appena compiuto cent'anni .
ed ora : i soliti piagnistei .
il mese scorso avevo preso l'abitudine di andare a correre e fare un po' di esercizi al parco con batmail . appena ho preso un buon ritmo , ho smesso . l'altroieri avevo bisogno di scaricarmi , per cui sono tornato sulla collinetta ; tra una cosa e l'altra , ho raccontato a blademail la storia della ragazza del bar . evidentemente non aveva letto gli ultimi aggiornamenti del blog , per cui mi ha riempito di insulti alla notizia che non sapevo ancora il suo nome , minacciandomi di cose orribili se non lo avessi scoperto il giorno seguente .
in realtà le "cose orribili" le sto inventando io , perché a lui non è venuta in mente nessuna minaccia seria ; se ve lo avessi detto avrei però sminuito le indubbie doti comunicative di blandomail . fingete dunque che mi abbia minacciato in modo davvero spaventoso , talmente spaventoso che non oso riportare le sue parole bensì limitarmi a presentarle come "cose orribili" .
per evitare di pensare a queste (e sì , torna l'angolo della ripetizione compulsiva) "cose orribili" , forse ho esagerato un po' con gli esercizi , soprattutto quelli alla sbarra e gli addominali - e nella mia condizione fisica fare un paio di serie di entrambi già significa oltrepassare il limite di sopportazione dei muscoli .
il fatidico giorno dopo (ovvero ieri) lei non è venuta al bar . ci è passata davanti - non indossava gli abiti da lavoro , ma non saprei dire se questo abbia una qualche rilevanza - ha fatto la spesa al conad ed è ripassata per il corridoio del centro commerciale . a fine giornata non c'era nessuno al bar , per cui abbiamo pensato di chiudere prima ; mentre stavamo già dando lo straccio è arrivata una tizia a chiedere le chiavi del bagno e la vana sibilla ha cominciato a fare commenti su di lei con un cliente , profondendosi in un diluvio di insulti su quanto sia una cretina . due minuti dopo abbiamo scoperto che la suddetta aveva incastrato le chiavi del bagno nella toppa . l'imprevisto ci ha messi nella prospettiva di dover restare nel centro commerciale finché non avessimo risolto il problema , trasformando in quel caso un'inconsueta chiusura anticipata in un insopportabile ritardo .
questi eventi , uniti alla sibillina profezia del rituale con winamp mi portano a sospettare che gli agenti speciali del karma siano in giro per la città . ho dunque recuperato la felpa scura col cappuccio e la indosso quando devo uscire di casa , sperando di rendermi irriconoscibile a questi temibili swat spirituali . non avevo considerato il fatto che , nonostante l'aria sia più fresca delle scorse settimane , comunque nessuno veste ancora così pesante ed un pirla imbacuccato e col volto nascosto si nota a chilometri di distanza : mi hanno quindi individuato e sparato alle spalle il loro raggio punitivo .
oggi faccio fatica a muovere il collo , le braccia , le ginocchia . e lei nuovamente non è venuta - non l'ho proprio vista . ecco dunque che mi soggiungono parole ispirate sotto forma di componimento in prosa ma animate da fine afflato poetico : "non sui molti caffè fatti , ma su quello mancato si apre il vuoto dell'alma mia poco mater . ah , caffè di tristezza ! di te s'è macchiata l'immacolata mia immagine dall'aspetto di nivea camicia . caffè , tua nemesi sarà la lavatrice . caffè . ma non quel caffè" .
per fortuna stasera ci sono i dinosaur jr . allegria !
winamp e chaos magik .
da bambino mi piaceva la radio ; apprezzavo soprattutto i programmi di liscio . il sabato pomeriggio , quando tutti i miei compagni di classe facevano catechismo , io stavo in casa e stiravo ascoltando l'orchestra casadei e affini in fm . devo ammettere che si trattò solo di un breve periodo , ma in qualche modo era la seconda volta che mi emancipavo dagli ascolti forzati di musica classica (colonna sonora dei tragitti in automobile con tano alla guida) o da simon & garfunkel (quando al volante c'era santa) . la prima emancipazione era stata con il trentatré giri di nuovi eroi : passare da ramazzotti a luana babini era notevole sforzo evolutivo .
quando terminò la mia personale epoca delle polke smisi di stirare (non l'ho mai più fatto) e di ascoltare la radio : preferivo scegliere da me la musica . entrai nel gorgo dei mixtape casalinghi , improvvisandomi dj con la pretesa demiurgica di compilare la selezione perfetta di alchimie sonore . lo facevamo un po' tutti da ragazzini , ma dubito che gli altri condividessero il mio atteggiamento compulsivo - il che è ovviamente un bene . soprattutto io e jackie ci sfidavamo a colpi di mixtape che ci regalavamo reciprocamente ; l'oggetto dell'agone musicale era : "inventa tracklist depressa-che-più-depressa-non-si-può" . dopo le cassette sono venuti i cd masterizzati e le tracklist su winamp , ma la sostanza restava la stessa .
qualcosa è cambiato quando ho scoperto lastfm : sapere di poter ascoltare delle radio (seppur fittizie) a tema mi piaceva e funzionava perfettamente come strumento per conoscere nuovi gruppi ; pian piano mi sono abituato all'idea di non dover scegliere sempre il disco o la canzone , ma di dare solo un indirizzo di massima al caso e poi lasciarlo divagare in accostamenti a volte improbabili .
qualche mese fa il servizio delle radio è diventato a pagamento e non ho mai fatto l'abbonamento . inizialmente ho finto di non sentirne nostalgia , poi ho preso tutta la musica che ho sull'hard disk esterno e l'ho messa in lista casuale su winamp nel tentativo di ricreare quell'inno al caos controllato - controllato poi solo dalla finitezza dell'insieme-canzoni in mio possesso ; finalmente il mio rituale ha cominciato a dare risultati . il primo segnale è arrivato a metà pomeriggio , quando un paio di pezzi dopo una canzone dei today is the day è arrivata una traccia degli yo la tengo dal titolo today is the day . ho preso nota che oggi è il giorno . dopo un po' la rotazione è giunta la rivelazione grazie ad una combinazione straordinaria che forma un dialogo inquietante tra i queen ed i mogwai :
"you don't fool me" , dice freddie mercury .
"you don't know jesus" gli rispondono gli scozzesi .
suona minaccioso , no ?
storia di morte e di lotto .
"è morto mike bongiorno !" .
"ma che dici ?" .
"sì sì , l'ho sentito adesso alla radio" .
"ma guarda un po'" .
"certo che è strano ... era in tv da - tipo , da sempre" .
"eh sì , uno così ti aspetti che sia eterno" .
"com'è morto ?" .
"pare infarto" .
"e quanti anni aveva ?" .
"ottantacinque" .
"occhei . ottantacinque . e che altri numeri ci giochiamo ?" .
quello di cui ho bisogno oggi è un incipit . lo trovo mentre attraverso un incrocio ; un tizio su un suv mi taglia la strada ed io gli dico ad alta voce : "bravo" . ha il finestrino abbassato e voglio che mi senta . lo vedo che si ferma poco dopo l'incrocio e abbassa anche il finestrino sul lato del passeggero ; sul marciapiede ci sono solo io , è evidente che aspetta che lo raggiunga per dirmi qualcosa . ho un passo dritto e spedito , mi sento forte di non so quale desiderio di litigare e spero solo che lui voglia attaccar briga .
arrivo all'automobile e lui si sporge verso di me ; è un cinquantenne dall'espressione distratta , decisamente poco battagliera e mi chiede : "scusa , mi hai chiamato ?" . gli rispondo con un tono inaspettatamente asciutto e deciso : "no , le ho solo detto bravo" . lui annuisce senza che la sua faccia muti minimamente di tono e frettolosamente dice : "ah , come non detto ; scusami" . e fa per ripartire . rimango stupito da quello scusami , perché è quasi casuale , il pro forma di una persona che non ti sta ascoltando ; non significa "scusami per averti tagliato la strada" , ma solo "scusami per averti fatto perdere questi dieci secondi" . e forse non è neppure con me che si sta scusando , ma con se stesso , perché è lui ad aver perso quei dieci secondi . ha fretta , il cinquantenne distratto , e riparte senza guardare lo specchietto retrovisore : rischia di tamponare un furgone che sta passando proprio in quel momento sulla strada .
osservo il tizio che tenta di farsi uccidere dal traffico ed intanto penso di sentirmi pronto a sbranare qualcuno con la stessa tranquillità con cui riesco a rivolgermi gentilmente al prossimo .
cinque minuti prima dell'incrocio in cui il suv mi taglia la strada , un vecchio mi ferma sul marciapiede . ha un braccio monco : l'avambraccio destro è ambutato prima del polso - o almeno credo sia amputato . necessita di un'informazione stradale e tento con una cortesia quasi giapponese di aiutarlo . il sole gli batte in faccia e per schermarsi gli occhi alza il braccio . intendo il braccio monco . la scena è surreale e normalissima allo stesso tempo ed è un pomeriggio luminoso e non sono più spaventato dai nervi a fior di pelle che avevo un paio d'ore prima .
un paio d'ore prima sono al lavoro . sono tesissimo . tutti i giorni , verso le due , viene a prendere il caffè una ragazza che lavora nel centro di fisioterapia . nonostante il viso visto di fronte non mi convinca , è molto bella . non conosco la sua nazionalità , so solo che non è italiana ed ha un accento bizzarro da cui capisci che è straniera , ma non riesci a farti un'idea della sua lingua madre . io almeno non ci riesco . mi dà sempre fastidio non capire le cose , molto più che non saperle . ad esempio , non ho idea di quale sia il suo nome . questo non è un problema , anzi non voglio saperlo : i nomi sono pericolosi , sono un'ancora , un legame immediato , un'arma psicosomatica . si fissano nella memoria ed ogni volta che vengono tirati fuori sparano contro gli ormoni per spargerli ovunque .
inoltre un nome non lo indovini - o meglio , puoi provare a desumerlo , ma devi avere prima altri elementi , non puoi contare sull'osservazione diretta . questa però può approssimativamente dirti altro : la provenienza , l'età , la cura di sè . non riuscire a trovare da solo risposte mi mette addosso un'ansia incredibile . non c'è da stupirsi se sono così teso .
anche oggi viene a prendere il caffè . fino ad una decina di giorni fa le davo del lei ; non sono così ottuso da non capire che ha pressappoco la mia età , ma il modo di porsi agli altri fa parte dei fondamenti della stregoneria , esattamente come la conoscenza di un nome . io sono uno stregone , sto sperimentando riti ; lo faccio tutto il tempo . ho iniziato a darle del tu il giorno in cui , per non ricordo quale motivo , ci siamo sorrisi a vicenda . ora capita che lei provi a far conversazione , succede anche oggi . in testa simulo interi dialoghi , passo mezze giornate a studiarli e a provare espressioni facciali , movimenti e posture .
poi lei viene a prendere il caffè e si vede che ha voglia di attaccare bottone e lo stregone che sono si rifugia nel rito che conosce meglio : quello dello struzzo . so di tirare sempre in ballo la stessa storia , ma ne scrivo spesso perché sono il più grande esperto della fuga al mondo : riesco a scappare e nascondermi persino nello stretto spazio del bancone di un bar .
"la domenica siete aperti ? lavori fino a tardi di sabato ?" , mi chiede oggi ed io rispondo seccamente , non lancio ganci , ami o uncini a cui lei possa attaccarsi , mi muovo nervosamente per la pedana , sono il clichè del leone in gabbia e non mi serve a niente pensare che il leone non si comporterebbe in questo modo perché probabilmente è cresciuto in cattività e conosce solo lo spazio dello zoo o del circo in cui è costretto da sempre . alla fine scappo davvero . fingo di avere da fare . accolgo con riverenze esagerate due clienti abituali venute a pranzare , espongo loro tutto il menù , piatto per piatto , nonostante lo abbiano sotto gli occhi - la lavagnetta è lì appesa e le pietanze sono le stesse da mesi .
come se non bastasse sono attorniato da colleghe che fanno frecciatine e buttano benzina sul fuoco , ma anche questa è una metafora inesatta , perché io , al contrario del fuoco , non incendio la benzina mentre questa ancora percorre il suo arco discendente fino a raggiungere il cretino che l'ha gettata ; lo farei , ne ho l'istinto , ma mi trattengo perché questo è il rituale che ho imparato insieme a quello della fuga , del quale è un corollario .
quando se n'è andata mi restano solo le solite scuse per calmarmi . non so chi sia , non conosco i suoi gusti , non posso neppure sperare che ci siano argomenti di conversazione in comune e probabilmente i suoi tentativi sono un atto di gentilezza . io non sono interessante sotto nessun punto di vista : sono un geek - anzi , un nerd capace di passare sette ore della propria vita a parlare senza posa con gli stessi due amici saltando da un argomento all'altro senza soluzione di continuità e toccando qualunque aspetto dell'universo mondo . anche fisicamente non spicco certo per fascino . una volta zia tanà disse che , se avessero fatto un film sulle nostre vite , l'attore più adatto ad interpretarmi sarebbe stato nicolas cage . in nessuna realtà possibile questo è un complimento .
il viso rincoglionito di nicolas cage me lo sorbisco ieri sera . vado a vedere segnali dal futuro con fakemail : sembra una shyamalanata dei poveri con dialoghi decenti . speravamo entrambi di assistere ad un film talmente brutto da ridere di gusto (the happening docet) ed invece rimaniamo delusi ; tutti i presunti colpi di scena sono telefonatissimi e quindi capisci la trama dopo circa venti minuti , ma non è girato male - anzi , alcune scene sono visivamente molto belle ed il rapporto tra i due protagonisti (padre e figlio) funziona bene . non mi piace il discorso di fondo , siamo alla fantascienza del cristianesimo e soprattutto da un punto di vista wannabe-filosofico fa acqua dappertutto . stabilire che il determinismo prevede necessariamente uno scopo all'esistenza non mi sembra immediatamente vero , né mi convinci se non cerchi di suffragare una tesi su quale sia questo scopo . la religione e soprattutto l'aldilà sono davvero diventati per l'ennesima volta la consolazione di una società i cui componenti non si vedono più come elementi attivi della comunità .
ne parliamo io e jackie sabato sera , discutendo del modo in cui cambia la religione greca con il naufragio del concetto di polis . usciamo alle nove e mezzo di sera , ci mettiamo a chiacchierare e lasciamo che la bambola nera macini chilometri su strade prese a caso , mentre noi troviamo un principio di materialismo nella resurrezione dei corpi dopo il giudizio universale secondo il cattolicesimo , pensiamo a come si concili questo col misticismo del paradiso dantesco ed in qualche modo arriviamo alla differenza tra i manga degli anni settanta e quelli degli anni ottanta e di qui ci spingiamo fino ai dubbi sulla legittimazione di un immaginario privato di qualunque responsabilità . discutiamo anche di donne , jackie fa una curiosa osservazione sul fatto che non potrebbe mai stare con una che non abbia la passione per le storie ed io capisco al volo ciò che intende , o almeno credo .
nel frattempo la macchina si spinge fino a felsina e da qui verso la futa , verso firenze . ci pesca appena in tempo il duca ercole , che chiama jackie e ci dà appuntamento a ca' de mandorli . facciamo marcia indietro , torniamo verso la bassa e una volta incontrato l'ercole continuiamo a parlare senza un momento di pausa. di ritorno a casa jackie accenna al padre della pop magic , un pittore di cui non ricordo il nome che per primo pensò che i paradigmi magici si potessero inventare , trascendendo così l'idea di tradizione magica .
collega i puntini , mi dico . collegali al contrario . fallisco come al solito .
mi faccio fin troppi problemi per essere uno stregone che non crede nella magia .
siamo una brigata di gente male in arnese per professione e come tale ci ritroviamo per scoprire cosa è diventato quel terreno di cui abbiamo sollevato ogni zolla giocandoci l'adolescenza . non si tratta di cercare con nostalgia qualcosa , ma solo di vedere a quale punto sia il percorso partito da lì . l'occasione è il concerto dei soulsavers con mark lanegan ; il gruppo non appartiene al nostro passato musicale (anche perché è piuttosto recente) , ma lanegan sì . è ovvio che siamo diversi da quindici - o anche solo dieci - anni fa , ma in qualche modo sento la stessa atmosfera di cazzoneria a cui ero abituato da ragazzino , con la differenza che ora la indosso senza il disagio di allora .
dato che vogliamo goderci la serata , partiamo presto : abbiamo il tempo di trovare un parcheggio decente , di cenare , di passeggiare per la festa dell'unità di felsina , guardare gli afterhours che passeggiano come noi ma sono molto più brutti di noi , fare il biglietto all'estragon prima ancora che si formi della fila ; poi restiamo incastrati nell'attesa che qualcuno si degni di aprire il locale con un enorme ritardo sul programma . ciononostante chiacchieriamo in continuazione io , cesco e bibo . jackie non c'è : probabilmente non gli piacerebbe la musica , ma è un elemento fondamentale della brigata (più di me) . parliamo di tutto , di concerti visti insieme - confondendo eventi e date - o di concerti visti separatamente , di progetti mancati , di cinema , dei paperi della disney ; ripassiamo il bodycount dei nostri musicisti preferiti degli anni novanta ; ci aggiorniamo sullo stato di registrazione del futuro disco del papa in uscita per la geffen - per la geffen ! riuscite a capire quanto sia esilarante per noi questa notizia ?
alla fine siamo dentro . incontriamo il paso che ci invita a prestare molta attenzione allo spettacolo d'apertura , una performance solista della tastierista del gruppo - e detta così sembra che si debba assistere ad un concerto di moroder , ma ovviamente non c'entra un cazzo : la ragazza suona , chitarra in braccio , delle canzoni folk elettriche niente male , sfoggiando una voce che gli esperti di neologismi probabilmente definirebbero sigarettata (insomma , è bassa e roca) . non dovrei mettermi a parlare di frivolezze senza significato , ma dato che ultimamente i miei ormoni non stanno bene , mi dilungherò ancora sulla di lei voce , che stecca una volta sola e non dà neppure troppo fastidio , e della di lei figura , scecca secca e piacevole alla vista , e persino del di lei vestito , che sembra uscito fuori da un catalogo c.o.s. (pure gli stivaletti bassi , che ricordano un po' quelli delle illustrazioni di range murata) .
procederò nello stesso modo a descrivere anche tutti gli altri componenti dei soulsavers (e c'è un motivo) , che entrano in scena dopo le undici e mezzo .
partiamo dal batterista : un tizio dal volto simpatico , coi lineamenti di un nano da romanzo fantasy ed il sorriso divertito di chi ha compreso che la vita è tutta uno scherzo . suona quel che deve suonare , ma ha la fantasia stilistica di una drum machine per tastiere casio degli anni ottanta . abbiamo poi il primo chitarrista : pensate ad un simpatico giostraio sciccoso e tirato a lucido con la faccia di viggo mortensen . lo so , "viggo mortensen" e "tirato a lucido" sono elementi incompatibili , ma questo vivace musicista riesce a farli convivere e anche a suonare con estro gigionesco una fender jazzmaster quasi sempre distorta . al contrario , il secondo chitarrista è un uomo a disagio con la vita : non si sente praticamente mai quello che suona , di tanto in tanto abbandona il palco e mantiene un'espressione affranta per tutto il tempo del concerto . della tastierista ho già parlato , anche dietro al sintetizzatore resta una bella ragazza , ma stona molto più spesso quando fa i cori . verso la fine tira fuori quella che sembra una macchina fotografica digitale , la maneggia per un minuto buono , poi non scatta nessuna foto e la rimette via . cesco afferma che si trattava di un i-phone che probabilmente stava leggendo (o rispondendo a) un messaggio : me la immagino che scrive "amore , butta la pasta che qui ho quasi finito" .
odio il bassista con tutto me stesso ed il motivo di questo mio moto trova il suo principio nell'invidia che provo per l'individuo in questione : è un figo straordinario che regge il palco come se fosse casa sua ; ha il fisico di un nuotatore anoressico ; suona bene ed anzi è il più quadrato dell'ensamble . per consolarmi devo guardare mark lanegan . è una delle persone meno comunicative che abbia mai visto , non dice una parola tra un pezzo e l'altro , non guarda nulla e nessuno , nonostante la mole potrebbe nascondersi dietro l'asta del microfono . del resto non ne ha bisogno , perché a lui basta la voce : quella sì che ha una presenza ed una comunicatività eccezionali .
"sì , va bene , ma che cazzo fanno questi soulsavers ?" , mi chiede il lettore zelante - che da un po' non si faceva sentire ; non colpevolizzatelo , l'ho mandato in vacanza al posto mio .
i soulsavers suonano una miscela di soul , rock e blues dignitoso e cupo quanto basta ma godibile principalmente grazie alla voce di lanegan . hanno di buono che creano un suono pieno e potente ; hanno di brutto che sembrano eseguire la propria parte ognuno per i cazzi suoi : non un gruppo ma sei tizi che incidentalmente si trovano sullo stesso proscenio . capiremo il perché solo alla fine .
alla fine del concerto infatti incrociamo nuovamente il paso che ci svela alcuni arcani . il primo è che i soulsavers non sono affatto un gruppo , bensì il parto di un produttore (o dj , o quel che è) , il quale invita svariati professionisti a partecipare al suo progetto : pensavo che solo lanegan fosse un ospite , invece viene fuori che lo erano praticamente tutti i musicisti . a ruota scopriamo che il bassista suonava nei porno for pyros . infine anche l'ultimo lembo del velo di maya è tirato via e veniamo a sapere che il signor giuseppe soulsavers è il secondo chitarrista , l'uomo imbarazzato , l'affranto . lasciamo libero il paso di proseguire il suo lavoro di giornalista delle cose della musica e passiamo un minuto a considerare il povero giuseppe soulsavers .
circa cinque minuti dopo ce ne siamo già dimenticati . lasciamo felsina parlando dei nirvana (in realtà lo abbiamo fatto a più riprese per tutta la sera , è una sorta di ritornello segreto tra di noi) , ascoltando laughing stock , passando poi a leadbelly ed evocando la leggenda di robert johnson ; da qualche parte ci sono il totem , lo psicologo di carta ed il ragazzo secco che si stanno perdendo prendendo l'ennesima uscita sbagliata della tangenziale e con loro c'è anche il capo .
dopo aver accompagnato a casa sia bibo che cesco , resto solo . è notte fonda , per strada non c'è nessuno , sto ancora ascoltando leadbelly ; per un attimo penso di essere finito nella copertina di un romanzo di raymond chandler e penso che va bene così .