il cliente numero uno entra nel bar , si avvicina alla vetrida della tavola fredda e mi dice : "mi dia quella" . col dito indica la vetrina e probabilmente è convinto dell'eloquenza del suo gesto . non capisce che io non posso vedere quale pasta sta puntando , perché dal punto in cui mi trovo il suo indice mira all'intero vassoio . il cliente numero due arriva mentre sto pulendo la vetrina e imita la stessa dinamica del suo precursore , aggiungendo un nuovo dettaglio : appoggia la punta del dito alla vetrina . lo fa svariate volte , chiedendo : "questa com'è ? e questa ? e l'altra ?" . nel giro di quaranta secondi la vetrina è piena delle sue impronte digitali . il cliente numero tre ripete la mossa del numero due e poi mi chiede : "ma che d'acqua ce n'ha ?" . per non esplodere rispondo con una battuta : "signore , ne ho moltissima" ed apro un braccio per mostrare tutta la mia zona di lavoro , nella quale si trova facilmente acqua in ogni forma - letteralmente in ogni forma . ci sono le bottiglie di acqua minerale , c'è l'acqua del rubinetto , c'è il ghiaccio e poi ancora il beccuccio a vapore per montare il latte , il serbatoio della macchina dell'orzo , il rubinetto dell'acqua bollente per fare il té , il gabinetto , c'è acqua nel mio corpo e nel tuo ed in quello di ogni cliente compreso lo stronzo che non capisce la stupidità della propria domanda e mi dice piccato : "vabbè , ci arrivo anche io , ma le ha le bottiglie ?" . ed io penso : no , non ci arrivi anche tu , anzi tu ci arrivi meno degli altri , laddove questi hanno peraltro già dimostrato di arrivarci poco . il mio pensiero è pericoloso e tento di reprimerlo con ogni mezzo , non voglio cedere all'arroganza misantropa che ti porta senza mezzi termini a considerare gli altri dei ritardati : è un atteggiamento stupido e vagamente fascista .
quando esco dal lavoro mi prendo il tempo necessario per calmarmi , per riacquistare il rispetto nei confronti del resto dell'umanità - non nell'idea di umanità , non è con un'astrazione che devo fare i conti tutti i giorni , ma con persone in carne ed ossa ed è con queste che ho problemi oggi - e alla fine riesco a vedere con maggiore lucidità , a lasciarmi alle spalle tutte le sciocchezze , le ditate sulla vetrata (che , in fondo , che grande male rappresentano ?) , le piccole irrazionalità nell'organizzazione del lavoro , le incomprensioni , fino a considerare anche i miei torti e a rivedere il tutto alla luce di questi : come cambia la prospettiva nel giro di un'ora di riflessioni ! come sono d'un tratto un uomo in mezzo a uomini ! ognuno è fallibile , ognuno a volte è più lento nelle reazioni agli stimoli esterni , ognuno può dire una cazzata in buona fede .
poi leggo questo e capisco di aver appena buttato un'ora nel cesso .
